RESTA

RESTA

Questo progresso 

che farne a meno 

sembra non si possa

entra furtivo 

come l’umidità nelle ossa

la vita è migliorata

lo dice la tv

eppure son stressata

non ce la faccio più

facce siliconate

umanoidi che ci sostituiscono

menti dal nulla abbagliate

mentre le relazioni falliscono 

ma dentro questo caos

un ricordo mi desta

mi aggrappo a questo pathos

non andartene ti prego resta.

R.M.scrittricedicuore 

PERCHÉ HALLOWEEN?

Perché Halloween?

Non è nemmeno una festa nostra

lo facciamo

per scongiurare la morte

o per metterci in mostra?

Fantasmi e streghe 

per le strade vanno

e le zucche vuote 

ma quelle ci sono tutto l’anno

mostri e vampiri che fan lo scherzetto 

a chi non accetta di dare un dolcetto

si spera soltanto

che i mostri truccati

non siano anche dentro

di chi li ha indossati.

SHINING

Fiera e rapace

la mia anima vola alta

silenziosa e audace

nella celeste volta

connessione brillante

che affama e che sfama

a ritmo alternante

il corpo che brama

la mia anima vola guidata

dal vento che porta l’odore

e si tuffa dritta in picchiata

in un bagno colmo d’amore.

OTTOBRE

FANTASIA

E’ un tappeto volante

che va dove vuoi

in un istante

verso quei monti

dove vive l’amore

per sentirne il profumo

senza fare rumore

saluto dall’alto

la realtà con la mano

atterrando nel sogno

di un cuore sciamano.

FAIS VOTRE JEUX

UNA, DUE, MILLE…

ARDE

PAROLE

ALI PER VOLARE

L’AMORE NON FINISCE

NUN È QUESTIONE DE CAPOCCIA

IL PROFUMO DEL BOSCO

MONTAGNA E AMORE

IO FARFALLA MONARCA

CHI È?

IN VOLO

C’È IL SOLE

AGOGNATA ISOLA

C’è sempre il sole nel cuore degli empatici

brilla su un mare apparentemente calmo

ma dagli abissi colmi di emozioni

emergono palpiti come onde

che trasportate dal vento

lambiscono la riva

dell’agognata isola.

IL DONO

Che sia un oggetto, una parola o un gesto

il dono è un simbolo di amore e di fede

ce lo insegnano i Re Magi

che fecero un lungo viaggio 

per omaggiare un nascituro molto speciale 

della loro fede,

sotto la forma della preziosità di oro e incenso

e del potere guaritore della mirra.

Il bimbo cresciuto ci fece dono

della sua stessa vita.

Doniamo a lui il nostro amore 

sotto la forma della fede.

ANNO NUOVO

Una storia appena raccontata

sta per lasciare il posto

a una storia che si racconterà 

ne raccolgo i ricordi

come briciole di un passato

che definiranno il futuro

le sconfitte diventeranno gradini 

sui quali salire un po’ più su

e le vittorie un incentivo

a continuare questo meraviglioso viaggio chiamato vita.

LE DIFFERENZE

Le differenze sono chiavi d’accesso 

che aprono porte su nuovi orizzonti

sono la cura per un mondo dismesso

nuovi colori per albe e tramonti

sono la luce dietro ogni buio

sono frammenti dello stesso Dio

le differenze solventi dell’ignoranza

le differenze sono la differenza.

FUORI I MOSTRI

Ehi tu, psst psst

sta per arrivare la notte di Halloween!

Rinuncia al dolcetto e fai uno scherzetto, 

fai uno scherzetto ai mostri che hai dentro,

vestili di ridicolo e poi guardali

vedi? Non fanno più paura

allora ridi e poi lanciali, 

lanciali lontano uno ad uno

e poi, riempi quello spazio vuoto con la vita.

UN GIORNO SARO’ANTICA NON VECCHIA

RISVEGLIO

La notte non è la fine ma un momento per riflettere. 

Riflettere su ciò che stato, gioire del buono e chiedere scusa se hai sbagliato.

Riflettere sulle difficoltà

e fare scorta di tanta buona volontà.

La notte non è la fine ma un momento per pregare

perchè la fede è una magia che tutti noi possiamo fare.

La notte non è la fine ma una gestazione

l’attesa di un nuovo giorno senza più finzione

l’attesa della primavera dopo l’inverno

e per ogni istante ringraziare l’Eterno.

l’attesa di risvegliar l’amore che giace

affinchè spunti il sole su un mondo di pace.

INVITO A SOGNARE

I sogni 

sono la vacanza di chi non ha vacanza

sono le avventure di chi non si avventura

sono gli obiettivi di chi non ne ha mai abbastanza

sono l’arma che combatte la paura.

Dai, vieni con me, ti invito a seguirmi in questo viaggio dove l’impossibile diventerà possibile ogni volta che farai girare questa mia strana roulette, correndo il rischio di perdere nulla, se non un poco di razionalità.

INSANO PENTIMENTO

Prendi il mio dolore e accarezzalo,
soffia sulle nuvole e fai splendere il sole,
offrimi un boccone del tuo pane,
guarda questo vuoto e colmalo.
Affinchè il granello non diventi un macigno,
le nuvole non si scontrino creando il temporale,
ed io non debba arrancare dietro le tuebriciole.
Fa che il vuoto non mi affoghi l’anima
fa che tu non debba navigare sopra 
un insano pentimento.

LA ZATTERA

E all’improvviso non c’è più nessuno,

lei è sola con il Dio Nettuno.

Quale sarà la sorte della zattera sperduta?

Verrà dalla burrasca inghiottita?

Sarà dagli squali divorata?

O forse il Dio sarà clemente

e la condurrà in un’isola accogliente

PICA PICA

L’APPUNTAMENTO

Passiamo la vita a fissare appuntamenti

per lavoro, per diletto o per un mal di denti.

ma per quale motivo lo facciamo?

Per correttezza? Perchè noi non bidoniamo?

Forse il motivo è più realistico

va al di là del filosofico o quantistico

La verità è che siamo umani

fissiamo appuntamenti

alla mera certezza del domani.

NEMESI

Fingi ch’io non esista

ti chiamo e non rispondi,

come una balista

con una pioggia di pietre m’inondi.

Ma io riemergo e insisto

è questo il mio dovere,

risorgo come il Cristo

e mi dovrai ascoltare.

Provengo dalla genesi

di me non puoi far senza

io sono la tua nemesi

sono la tua coscienza.

IL TRENO

sulle rotaie scorrono i ricordi

rincorrono un treno perduto

inghiottito da una fauce ingorda.

Su quel treno c’era la mia casa

arredata di sorrisi su pareti calde.

Poi la vidi, quella fauce fatta di buio

affamata del mio treno

che mi catapultò fuori

rigurgitandomi 

come un mucchio d’ossa spolpate

sulle fredde rotaie vibranti.

IN ATTESA DEL MIRACOLO

Sabato Santo
(la veglia pasquale)

IN ATTESA DEL MIRACOLO 

Questa non è una veglia funebre
ma una veglia di attesa
spazzerai via le tenebre
e inizierai l’ascesa
ogni ferita sul tuo corpo
fu un debito pagato
per noi che avevamo torto
e che ancora non abbiamo imparato
insieme alla pietra del tuo sepolcro
togli la pietra dai nostri cuori
fa che sparisca l’ignobile scontro
senza più debiti nè debitori
togli la pietra, toglila via
che risorga la pace e così sia.

AMORE INFINITO

Ti toccherei

se avessi ancora le mani

ti direi “ti amo”

se avessi ancora le labbra

e ti guardo

anche se tu non puoi guardarmi

ma quando mi pensi

le nostre anime si guardano, si amano, 

si toccano.

L’AMICO SPECIALE

Qualcuno dice che ho un cervello visionario

quando parlo dell’amico speciale

ma il mio non è un amico immaginario

è sempre con me, è reale

mi dà forza quando ho paura

mi sussurra parole di conforto

guida la mia penna alla scrittura

mi fa capire se ho ragione o torto

in questo mondo di perenne inverno

cura il mio cuore straziato dall’oblio 

perché lui è l’eterno

perchè lui è Dio.

FRAGILE E FORTE

Fragile come l’erba

che viene presa a schiaffi dalla pioggia

e trascinata in basso

fino a sentire l’odore della terra.

Forte come la speranza 

che arrivi il sole ad asciugare

e a sollevare la schiena dolorante

fino a sentire il calore sul viso.

Fragile e forte 

sembra impossibile

sembra un inganno

oppure è la fede.

COME SOTTO ANESTESIA

Come sotto anestesia 

guardo gli attimi passati

quelli che son volati via

e che quasi sembrano mai stati

ma le ferite battono ancora

e le farfalle non volano più

in questo buio che cerca l’aurora

il freddo mi avvolge e mi tira giù.

LA NOTTE DI HALLOWEEN

Stanotte sarà la notte giusta

per mettere paura alla paura

c’è chi la maschera si aggiusta

e chi ne cerca un’altra con cura

c’è chi svuota zucche già svuotate

e chi le riempie con altre cavolate

c’è chi va i colli a mordicchiare

e chi per tutto l’anno non fa che scollettare

e poi ci sono io 

a combinare guai

certa di chi sarò

e di chi non sarò mai.

C’È UN NON SO CHE

C’è un non so che mancante
in questa vita errante
che sembra colma
ma è sempre vuota
che promette e poi tradisce
come Giuda Iscariota
così bella da fare impressione
ma così severa
che non dà un’altra occasione.
C’è un non so che mancante
in questa vita errante
dove chi mangia fino a scoppiare
butta gli avanzi
anzichè donare
dove l’egoismo ha superato l’amore
e la fede smarrita 
rende gelido il cuore.

‘A GENTILEZZA

Gentilezza!!!
ma che è ‘na parolaccia?
nun m’appartiene
ce l’ho scritto ‘n faccia!
È pe li sfigati
è pe’ voi, è pe’te
mica pe’ i selezionati
come me
io nun chiedo, pretenno
tutto m’è dovuto
o si no esco fori de senno
urlo e come er lama sputo.
Grazie, prego, scusa, so’ parole superate
anzi, vorrei sapè che cacchio l’ha ‘nventate.
‘a gentilezza ‘n serve ahò
è pe li sfigati..
O no?!

UMPEBLÈ

Umpeblè faceva il mulino
nella culla delle mie mezze origini
seguito dalle risate al mattino
che riesumo fra le fuliggini
Perché son solo fuliggini flebili
gli affetti bruciati
che si mostravano indelebili
ma erano solo interessati
Interessati a ciò che è venale
dimentichi delle risate al mattino
quando il prezioso non era banale
quando umpeblè faceva il mulino.

NON SPARARE

Eccomi alla tua mercè umano, sono l’orsa che tu chiami assassina. Perché? Io me ne stavo tranquilla nella mia casa fra gli alberi con i miei cuccioli ma tu mi hai catturata e adesso loro sono soli. Sai che probabilmente non sopravviveranno senza di me?
Io non ho interesse ad avvicinarmi a te, anzi se ti vedo mi allontano ma ogni anno che passa tu invadi sempre di più il mio territorio costruendo le tue case dentro la mia casa. Diventa sempre più facile incontrarti e se succede quando ci sono i miei cuccioli potrei anche attaccarti per difenderli. Tu non fai lo stesso con i tuoi figli?
Io non sono un’assassina, lasciami tornare dai miei cuccioli… ma cosa fai? Perché mi  stai guardando con un solo occhio nero?
BANG! BANG! BANG! BANG!
Aaaah, che dolore tremendo, ora ricordo, quello è l’occhio che sputa fuoco, ti ho già visto usarlo. Tra pochi istanti morirò ma prima guardami negli occhi e dimmi: Sono davvero io l’assassina?

CRESCERE

Tu piccolo
attirato dalla grandezza innanzi
esci dal bozzolo
e di gran fretta avanzi
ma ad ogni tuo avanzar
questa grandezza
subisce un tramutar
diviene piccolezza
realizzi che la corsa è uno sgomento
e un’illusione la meta stabilita
è ora di apprezzare ogni momento
è ora di vivere la vita.

CI VORREBBE LA PRIMAVERA

E ci vorrebbe la primavera
a risvegliare il letargo del cuore
cosìcchè possa nutrirsi
del prezioso nettare.
Ma ci vorrebbe la primavera
a risvegliare quel raro fiore
che gli dia la forza
e la gioia di essere.
Però ci vorrebbe la primavera
a sciogliere la neve
che atrofizza i sentimenti
ma questo è un lungo inverno
ed essi son dormienti.

RICORDO

Un ricordo è un’immagine sotto zero
una foto sbiadita in bianco e nero
che riprende il suo colore
ogni volta che bussa sul cuore
sprigiona una musica che scivola via
un odore di cui resta la scia
lacrime di spasimo e di gioia
al ritorno di un’emozione che non annoia.

LA SCIARPA BIANCA

Affondo il viso in questa sciarpa bianca,
cercando il profumo di un ricordo, quel ricordo troppo bello per essere vero e troppo breve per essere un sogno.
Il cuore che batteva all’unisono con le rotaie del treno,
si arrestava alla vista della mia isola, per un minuto che sapeva di eternità.
Quell’eternità che inghiottì la mia isola.
Cercai di trattenerla
ma fra le mie mani restò solo una sciarpa bianca.

LOUIS BRAILLE

Il 4 gennaio 1809 a Coupvray in Francia, nacque Louis Braille, l’inventore dell’omonimo  alfabeto per non vedenti.

Il piccolo Louis, all’età di tre anni, ebbe un incidente nell’officina di suo padre Simon-René Braille di mestiere sellaio. Louis s’infortunò all’occhio sinistro ed ebbe un’infezione che si estese anche all’occhio destro, così divenne cieco.

Louis Braille frequentò una scuola per ciechi a Parigi: Institut National Des Jeunes Aveugles dove ottenne anche una borsa di studio.
Detto istituto, insegnava a leggere impiegando un alfabeto tattile: il “Valentin Haüy”, ideato a Parigi verso il 1780 dall’omonimo creatore. Si trattava di un metodo per tracciare le lettere su fogli di carta spessa mediante una penna con punta dotata di rotellina dentellata. Il “Valentin HaÅ«y” però permetteva ai non vedenti di leggere ma non di scrivere.

Nel 1821 Louis Braille incontrò il militare Charles Barbier de la Serre che lo istruì su un particolare metodo basato su dodici punti per scrivere messaggi in rilievo. Così ebbe l’ispirazione a soli quindici anni e nel 1827 scrisse il primo libro in braille.

Il codice alfabetico braille è composto da sei punti disposti all’interno di un rettangolo che possono combinarsi in ben sessantaquattro modi diversi e permettono ai non vedenti di leggere e scrivere.

Louis Braille morì di tubercolosi il 6 gennaio 1852 a Parigi dove riposano le sue spoglie C/o il Pantheon dell’omonima città francese.

NOI CHE…

Noi che vediamo il sole
anche quando il sole non c’è.
Noi che con la fede          
spazziano via le nubi.
Noi che ci abbandoniamo
al caldo abbraccio
della lumininosa stella.
Noi che non ci arrendiamo
perchè nel nostro corpo scorre
la forza Divina.

LA NEBBIA NON È UN MALE

E torna la nebbia ad imbrogliar le carte
sveglia il dormiente che se ne stava in disparte.
La nebbia non è un male
invita al movimento
perché tutto ciò che hai può sparire in un momento.
La nebbia non è un male
raccogli le tue carte e gioca adesso,
accetta che ogni giorno tutto cambia e non è più lo stesso.

BUON NATALE 2022

Ci siamo,
tra poco inizierà la magia del Natale che spero colpisca la corteccia dei cuori più duri.
Perchè è proprio a causa dei cuori duri che il mondo è pieno di piaghe.
Perchè i cuori duri fanno le guerre,
perchè i cuori duri uccidono,
perchè i cuori duri restano indifferenti davanti alle sofferenze.
Ai cuori teneri invece dico, godetevi la grande magia
e buon Natale di cuore da parte mia.