LA LIBERTÀ DEGLI SCIOCCHI

C’era una volta un pianeta bellissimo, pieno di distese verdi, di mari limpidi e di aria sana. In questo pianeta vivevano libere (o almeno così credevano) molte specie animali ma fra queste, ce n’era una convinta di essere superiore. Talmente superiore da assumere il comando e decidere la sorte delle altre specie, portando via loro, tutto ciò che di prezioso possedevano, comprese la dignità e a volte anche la vita.

Li chiamavano “umani” ed erano liberi (o almeno così credevano) di prendere tutto, senza dare nulla, disperdendo ovunque i loro scarti. Così le distese erano sempre meno verdi, i mari sempre più torbidi e l’aria sempre meno sana. Ma gli umani erano liberi (o almeno così credevano) di superare la perfezione della natura, sostituendo i suoi frutti con prototipi artificiali partoriti dalla loro intelligenza.

Costruirono macchine che lavoravano al loro posto, in maniera che potessero essere sempre più liberi (o almeno così credevano) di fare cose più importanti. Fare? La parola “fare” aveva ormai acquisito un significato tutt’altro che animato. Ma gli umani, ignorando questo particolare, continuarono a credere di “fare” creando delle scatole intelligenti che li avrebbero sostituiti nel fare, in modo che loro potessero essere ancora più liberi (o almeno così credevano).

Queste scatole erano sempre più intelligenti, sempre più sofisticate e sempre più piccole, talmente piccole da stare dentro il palmo di una mano. Grazie a queste scatole, gli umani sarebbero diventati completamente liberi (o almeno così credevano). Le scatole “consigliavano” loro come vivere, quando mangiare, quando dormire, dove andare. Le scatole controllavano il loro conto in banca, i loro spostamenti, i loro gusti, i loro acquisti.

Ecco, finalmente gli umani sono completamente liberi, liberi di vivere dentro piccole scatole intelligenti, da loro stessi costruite, che stanno dentro il palmo di una mano… ma della mano di chi?
Mmmh… E vissero tutti prigionieri e contenti.