IL DONO

Che sia un oggetto, una parola o un gesto

il dono è un simbolo di amore e di fede

ce lo insegnano i Re Magi

che fecero un lungo viaggio 

per omaggiare un nascituro molto speciale 

della loro fede,

sotto la forma della preziosità di oro e incenso

e del potere guaritore della mirra.

Il bimbo cresciuto ci fece dono

della sua stessa vita.

Doniamo a lui il nostro amore 

sotto la forma della fede.

NON SPARARE

Eccomi alla tua mercè umano, sono l’orsa che tu chiami assassina. Perché? Io me ne stavo tranquilla nella mia casa fra gli alberi con i miei cuccioli ma tu mi hai catturata e adesso loro sono soli. Sai che probabilmente non sopravviveranno senza di me?
Io non ho interesse ad avvicinarmi a te, anzi se ti vedo mi allontano ma ogni anno che passa tu invadi sempre di più il mio territorio costruendo le tue case dentro la mia casa. Diventa sempre più facile incontrarti e se succede quando ci sono i miei cuccioli potrei anche attaccarti per difenderli. Tu non fai lo stesso con i tuoi figli?
Io non sono un’assassina, lasciami tornare dai miei cuccioli… ma cosa fai? Perché mi  stai guardando con un solo occhio nero?
BANG! BANG! BANG! BANG!
Aaaah, che dolore tremendo, ora ricordo, quello è l’occhio che sputa fuoco, ti ho già visto usarlo. Tra pochi istanti morirò ma prima guardami negli occhi e dimmi: Sono davvero io l’assassina?

EPPUR SORRIDE

Un giorno
l’insoddisfazione incontrò la gaiezza
e le chiese con il suo solito broncio:
Ma cos’hai da ridere?
Qui è tutto buio
sei da sola
ti criticano
hai mille problemi.
E la gaiezza rispose:
Rido perchè sono viva
perchè il buio diventerà
luce allo spuntar dell’alba
perché non sono mai sola
nell’infinito Divino
perché le critiche servono a migliorarmi
perché i problemi servono a fortificarmi.
Ah, dimenticavo, cara vecchia insoddisfazione,
io sono una guerriera
e il sorriso è la mia spada.

LA VOCE NELLO SPECCHIO


Guardo nello specchio
e una voce mi dice
vieni a giocare
spazza via i problemi dalla testa
per un po’     
e cerca di ricordare come si gioca
dai vieni
giochiamo a nascondino
alllora comincio a contare, uno due, tre
fino a dieci
poi apro gli occhi e ricordo
guardo nello specchio
e una bambina mi sorride.

LA PIANTA DI TEO

Un tale di nome Teo ricevette in dono una bella pianta: “
Devi solo annafiarla e lei ti darà dei fiori bellissimi” gli dissero.
Teo mise la pianta sul davanzale della finestra, la guardò, versò dell’acqua nel vaso e poi tornò alle sue occupazioni quotidiane. I giorni passavano e Teo apriva il rubinetto dell’acqua per bere, per lavarsi, per preparare il caffè, per lavare la macchina, per fare i gavettoni con i suoi amici e spesso si dimenticava di chiuderlo. Non diede più acqua alla sua pianta. Lei era lì, sul davanzale della finestra, senza fiori, sempre più avvizzita ma lui non la degnava di uno sguardo.
Un giorno Teo aprì il rubinetto per bere ma non c’era acqua. Non se ne preoccupò al momento: ” Tornerà” disse fra se ma i giorni passavano e l’acqua non tornava. Teo aveva sete, tanta sete e proprio in quel momento alzò gli occhi e vide la sua pianta sul davanzale della finestra completamente secca. Allora pensò a tutta l’acqua che aveva sprecato invece di darla alla sua pianta. Se non avesse sprecato l’acqua, ora anche lui ne avrebbe per dissetarsi. Aveva un bel dono ma non lo aveva apprezzato. Per la sua trascuratezza la pianta non avrebbe mai dato fiori nè sarebbe sopravvissuta. Per la sua trascuratezza forse anche lui non sarebbe sopravvissuto.
Non facciamo come Teo, prendiamoci cura dei doni della terra, prima che sia troppo tardi.

L’APE

Ciao umano, ti ricordi me? Sono l’ape, quel simpatico animaletto volante produttrice del miele che ti piace tanto. Ma non faccio soltanto questo per te, sono anche un’impollinatrice come la farfalla, il pipistrello e il colibrì. Insomma, svolazzando qua e là contribuisco al proliferare di molte specie di piante. Sono anche una custode della biodiversità e una vera sentinella dell’ambiente.
A proposito umano, vuoi smetterla di inquinarlo l’ambiente?
Con la tua continua intromissione hai reso l’aria irrespirabile, hai destabilizzato le stagioni, non capisco più quando è ora di dormire o di mangiare e stai mettendo in serio pericolo la mia vita.
Devi fare qualcosa, ora perchè, caro umano, la mia vita è legata alla tua.

PER NON DIMENTICARE

Ci sono giorni in cui il passato
urla così forte
che non basta ascoltarlo.
Perché se il passato continua ad urlare
vuol dire che ha bisogno di essere raccontato.
Raccontato ai nostri bambini, affinché diventino degli adulti migliori.
Che sappiano dell’odio in abito nero con la mano destra alzata, la stessa mano che ha marchiato donne, uomini e bambini, togliendo loro la dignità e un attimo dopo anche la vita.
Perché se il passato continua ad urlare,
vuol dire che una lorda mano nostalgica
continua l’abominevole genocidio.
Perché se il passato continua ad urlare
vuol dire che il passato non è passato
Perché
se il passato
continua ad urlare
vuol dire che il mondo
continua a sbagliare.

VIENI CON ME

LA SPAGHETTATA ROSSA

È con grande entusiasmo che vi racconto “LA SPAGHETTATA ROSSA”, il riuscitissimo evento organizzato ieri sera dall’ANPI Flaminia Tiberina, al quale ho avuto l’onore e il piacere di partecipare.
Dopo l’attacco alla sede della Cgil da parte di forza nuova, avevo proprio voglia di stare insieme ai compagni e amici dell’ANPI per sentire il calore della libertà e della giustizia.
La bellissima musica di MGA trio e Stefano Bodini ci ha fatto cantare le canzoni dei nostri cari partigiani. Abbiamo cantato e ricordato, ci sono state testimonianze e interventi dedicati ad un’epoca di orribili crimini che tornano purtroppo a riproporsi anche oggi.
Ma ognuno di noi può fare qualcosa per combatterli.
Io mi sono iscritta ALL’ANPI perché voglio combattere contro razzismo, sessismo, omofobia e insieme siamo e saremo più forti.
Grazie ancora, in particolare a Marino Bisso e Chiara Polcaro.

LA CREATURA FUGGITA

La notte e il giorno si susseguivano puntualmente in un mondo senza stagioni. Tutti correvano per arrivare primi sul palcoscenico dove una volta giunti, non avrebbero avuto nulla da dire.
Ma ad un certo punto la creatura fuggì, inizò a correre senza sosta inseguita dai suoi creatori…

creatori: ” Perché sei fuggito? Fermati! “

creatura: ” Mi domandate questo? Voi? Proprio voi che mi avete creato? Dovreste saperlo il motivo. Non posso fermarmi, altrimenti morirei.

creatore: ” Ma noi ti abbiamo creato per aiutarci, mentre tu ci stai distruggendo “

creatura: ” E cosa vi aspettavate? Avete creato il male e la natura del male è quella di diffondersi e di distruggere.

creatore: ” Ma noi ti abbiamo creato per analizzarti, per vedere che effetto avresti avuto su di noi, così poi saremmo stati in grado di eliminarti. “

creatura: ” Non prendete in giro voi stessi, sapete bene l’effetto che il male ha sugli uomini. Lo avete largamente sperimentato dall’inizio dei tempi, uccidendo, usurpando, ignorando i più deboli e devastando la vostra stessa casa. La verità e che voi mi avete creato per servirvi di me, per poi fare a gara a chi mi avrebbe avuto. Il vincitore mi avrebbe addestrato e sobillato contro chi si fosse messo fra se e la sua assurda scalata verso il nulla.

creatore: ” Ma noi… noi… “

creatura: ” Silenzio! avete parlato anche troppo. Io in fin dei conti non sto facendo nulla di nuovo, vi sto sto impedendo di toccarvi ma eravate già lontani, sto uccidendo i vostri vecchi ma già li avevati già uccisi voi con la vostra indifferenza, sto uccidendo i più deboli ma voi lo avete sempre fatto per avere meno spazio e meno ricchezza da dividere. Io sono il male che elimina il male.

La creatura continuò a correre e ad uccidere finchè i creatori capirono che per fermarla dovano prima fermare il mondo. Si fecero prigionieri nelle loro abitazioni, le strade vuote affinchè la creatura non entrasse in loro. Lontani gli uni dagli altri per evitare i contagi.
Molto presto compresero che per uscire da quell’incubo, dovevano smettere di litigare, rispolverando quei valori dimenticati: amore, compassione, altruismo e rispetto per la natura. Nella loro solitudine cominciarono a sentire il bisogno di essere vicini, compresero il valore di un abbraccio ma continuarono la loro prigionìa perchè soltanto così, la creatura, non trovando più nessuno da possedere per le strade, sarebbe morta per mancanza di nutrimento.

Volete sapere la fine della storia? Scriviamola tutti insieme, continuando a rispettare questa prigionia, per rispettare noi stessi nel desiderio di riabbracciarci un giorno, dimostrando che il bene elimina il male.

(R.M.scrittricedicuore)