ANNO NUOVO

Una storia appena raccontata

sta per lasciare il posto

a una storia che si racconterà 

ne raccolgo i ricordi

come briciole di un passato

che definiranno il futuro

le sconfitte diventeranno gradini 

sui quali salire un po’ più su

e le vittorie un incentivo

a continuare questo meraviglioso viaggio chiamato vita.

AMICIZIA

Prima di essere amica di altri
devi essere amica di te,
imparare a rispettarti
per rispettare,
imparare la franchezza
per non mentire,
imparare a donare
per apprezzare il dono,
imparare a soffrire
per non ferire.
Questa è l’amicizia,
la sola cosa
che può salvare il mondo.

BUONI O NON BUONI

‘Non gettate le cose sante ai cani e le perle ai porci, perché non le mettano sotto i piedi e vi si volgano contro per sbranarvi’.
Basterebbe tenere alla mente questo passo del Vangelo (Matteo VII, 6) per riconoscere i buoni dai non buoni.
Perché i buoni sono imprudentemente buoni con tutti, donano ciò che hanno, immedesimandosi nella disperazione di chi chiede.
Perché con tutto il rispetto per i cani e per i porci i non buoni sono una specie molto più immeritevole. Non lasciatevi ingannare dal loro dire ma osservate il loro fare. Essi prendono finché c’è da prendere e quando il donatore non ha più nulla da donare, lo lapidano di accuse mendaci e poi lo abbandonano.

VOGLIO UN MONDO MIGLIORE

Oggi il mio unico grido è: “VOGLIO UN MONDO MIGLIORE, UN MONDO DI PACE”!
Questo urlerò insieme al mio vicino che fugge dalla guerra. Perché se urleremo insieme, il nostro grido sovrasterà quello delle bombe e forse i cosiddetti potenti comprenderanno l’assurdità di chiamare “conquista” un territorio distrutto.
Perché così forse i cosiddetti potenti, comprenderanno che la vera potenza sta nel dialogo e che solo il dialogo ci renderà liberi.
(R.M.scrittricedicuore)

LA PASSIONE DEI BIMBI STRANI


Noi siamo i bimbi strani, quelli che “il giovedì è morto Gesù e bisogna fare silenzio” quelli che facevano “il fioretto” di non guardare i cartoni animati per tre giorni, finché Gesù non fosse risorto. Quelli presi per mano dalla loro mamma che li conduceva in chiesa ad onorare il sepolcro del Cristo, mentre tutte le altre immagini sacre erano coperte da un lenzuolo in segno di rispetto. Quelli che guardavano in televisione la via crucis in latino recitata dal Papa e la mamma ne spiegava il significato e ne raccontava la storia. Quelli che non si sognavano nemmeno di aprire l’uovo prima della Pasqua. Quelli che la domenica della risurrezione si alzavano al suono delle campane urlando:
“MAMMA EVVIVA, GESÙ È RISORTO”

INTROSPEZIONE

Imparare a leggersi dentro

25 APRILE 1945

La liberazione mise fine a vent’anni di dittatura fascista.
La lotta dell’esercito, delle forze armate alleate e delle forze partigiane, liberarono il nostro paese dall’occupazione nazista. Molti morirono per questo.
Teresa, Michele, Irma, Quinta, Umberto, Ettore, cosa direbbero se sapessero che qualcuno ha rovistato nell’immondizia nazista, riesumando immondi abomini?
Qualcuno che decide sulla base di assurdi canoni narcisistici cos’è “normale” condannando razze, classi sociali, tendenze sessuali e persone diversamente abili.
In questo momento di pandemia mi domando, quanti siano davvero i virus. Credo ce ne siano almeno due ed una cosa è certa: sono entrambi invisibili, entrambi letali. Uno di essi uccide il corpo, l’altro distrugge l’anima.

Diventiamo
partigiani di noi stessi
da sempre soverchiatori
schiavi di effimeri interessi
liberiamoci pulendo i nostri cuori.

(R.M.scrittricedicuore)

‘A guagliuncella

Premessa:

A volte la metà del mio sangue partenopeo donatomi per genetica da mio padre, ribolle in modo insistente assaje. Ne consegue il fatto che qualora mi colga in flagrante creazione di versi, voglia primeggiare come le capolettere maiuscole delle mie pubblicazioni.

E’ successo anche oggi, proprio mentre ero immersa in alcune riflessioni a proposito della vita. Il mio sangue ha cominciato a ribollire a ritmo di tarantella, comandando alla penna che avevo in pugno di scrivere i versi che seguono…

Tene semp’ voglia ‘e pazzià
sta guagliuncella,
è ‘o ver’ ca te fa ntussecà
ma è accussì bellella!
Tras co nu soffio e po te lassa sola
Sta guagliuncella
resta nu mument e se ne vola
comme na palummella.
Quann’ ven’ chiagn’ tu
quann’ fuje chiagnen’ l”atr
se te lassa nun torna chiù
chella è na porta ca nun sa rapre.
Ppe chistu astrignetella fort assaje
sta guagliuncella
ccu i surris’ e ccu tutti i guàje
pecchè è accussì bellella.

HALLOWEEN


POESIA

Si presenta con la zucca vuota
e con la polpa ci facciam le torte,
prende in giro la vita mentre ruota
e si fa orrendo per far orrore alla morte.
“Dolcetto o scherzetto”?
Domandano i bambini
e con questo giochetto
di varie chicche fan bottini.
Meglio finti scheletri
che veri mostri
i primi divertenti e celebri
i secondi la realtà dei giorni nostri.
Ma solo per oggi morte e mostri inganniamo
spezziamo quest’ amara routine
Streghette e fantasmi insieme balliamo
la macabra danza dell’Halloween
.

CURIOSITA’ SU HALLOWEEN

molti credono che la festa di Halloween sia nata in America. In realtà risale ad una ricorrenza dell’Irlanda Celtica che veniva chiamata “Samhain” ovvero celebrazione di un nuovo anno inteso nel senso dell’agricoltura.

I colori peculiari di questa ricorrenza erano per l’appunto, l’arancione che ricordava la mietitura ed il nero che simboleggiava la fine dell’estate.

Halloween per i Celti era un momento magico di passaggio dove la linea di confine tra il mondo delle creature viventi e quello dei morti si assottiglia. Il popolo dei villaggi celtici temeva quindi che i morti potessero tornare sulla terra e possedere i vivi.
Così spegnevano i camini delle case restando completamente al buio mascherati da mostri con l’obiettivo di spaventare i morti e cacciarli via.

Personalmente pensavo che Halloween fosse una festa utile soltanto ad alimentare il consumismo. poi ho realizzato che è un momento in cui prendiamo un po’ in giro la vita esorcizzandoci dalle nostre paure più radicate. Penso che non bisogna mai perdere un’occasione per sorridere quindi… Felice Halloween a tutti bella gente.

STRETTA LA FOGLIA LARGA LA VIA… (i refusi importanti)

Da bambina adoravo le favole, in verità le adoro ancora, ma vi siete mai chiesti qual’è il significato della famosa filastrocca: “stretta la foglia larga la via, dite la vostra che ho detto la mia” ?

Una volta è così che le nostre nonne terminavano le favole ed io mi sono sempre chiesta quale fosse il filo logico tra le dimensioni di una foglia e quelle di una via e cosa c’entrasse con le favole. So che starete pensando: “ma che strana bimba eri” ! Avete ragione e vi assicuro che crescendo non sono cambiata ed ho voluto smascherare l’arcano.

Ho scoperto che in realtà si tratta solo di un errore di stampa, la vera frase sarebbe stata: ” stretta la soglia larga la via, dite la vostra che ho detto la mia” che avrebbe avuto un significato logico. La sostituzione della “s” di soglia con la “f” di foglia ha ribaltato il senso della frase e non è stata mai corretta.

Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che a volte, quello che in un primo momento ci appare un errore, potrebbe addirittura rivelarsi positivo.
Come in questo caso, dove un piccolo refuso ci ha dato modo di ricordare i bei tempi, quando c’era molta più attenzione per le vecchie storie raccontate dai nostri amati nonni.