Ci sono gioielli che all’apparenza non sembrano gioielli, hanno un aspetto umile ma sono per tutti, magri, grassi, ricchi e poveri. Nascono in bianco e nero ma se guardi fra le righe puoi vederli brillare.
I fedeli quesquanti di parole sono inarrestabili, si tuffano all’interno di se riemergendo con le loro gemme grezze. Con esse formano mosaici che brillano di fantasia. E foglio su foglio costruiscono i loro gioielli.
Esperti giocatori di scrabble o inguaribili sognatori? Ma forse gli scrittori sono entrambe le cose. Guardano dove nessuno guarda, percorrono superfici sterrate e con la mota nelle suole plasmano gioielli fra le righe.
Torno a parlarvi del mio ultimo libro: “LA NERA MIETITRICE ED IO” la storia di Giacomo Boccia, un giovane uomo che ha combattuto contro la morte. Ho desiderato fortemente che il messaggio contenuto in questo libro potesse essere divulgato il più possibile, soprattutto fra i giovani, per i motivi che si comprenderanno leggendo questa storia incredibile.
Tal desiderio, unito ad un coinvolgimento personale mi hanno spinta ad iscrivere “LA NERA MIETITRICE ED IO” al 2° concorso letterario Tre Colori di Inventa un Film, direttore artistico Ermete Labbadia. Venire a conoscenza che il mio romanzo è stato selezionato fra 600 lavori concorrenti ed incluso nei duecento libri denominati dalla giuria “i più belli d’Italia” è stato un onore e un’enorme gioia. Grazie di cuore.
Quando un sogno diventa realtà è difficile spiegare come ci si sente, per me è stato come tornare indietro nel tempo, è stato come entrare in una di quelle favole che mi raccontavano quando ero una bambina e trascinarla dentro la mia realtà . E per una sognatrice cronica è un trionfo dimostrare che con la resilienza anche i sogni possono diventare realtà .
Vi invito ad ascoltare qui di seguito un brano tratto da “LA NERA MIETITRICE ED IO” da me recitato, con un sottofondo musicale dei Pink Floyd che hanno nutrito la mia ispirazione durante la scrittura di questo libro.
La nascita è un evento importante che si festeggia ogni anno rivivendo la stessa grande emozione per l’avvento di una creatura tanto attesa, spesso a costo di enormi sacrifici. Ma una volta nata, la creatura si ama, si educa e si protegge per sempre.
Dopo enormi sacrifici che costarono anche molte vite, il 2 giugno 1946 nacque la Repubblica Italiana. Ed è proprio in nome di quelle vite che prima di festeggiarla dobbiamo difenderla, difendere i principi sui quali poggiano le sue fondamenta.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, cita il primo articolo della Costituzione, assegnando la sovranità al popolo. Ma la democrazia non deve avere corsie preferenziali in quanto sono intrinseche nel suo contenuto l’arbitrarietà di essere e di pensare. E fino a quando ci saranno delitti sessisti, razzisti, femminicidi e discriminazioni sociali si potrà parlare soltanto di democrazia ipocrita che indossa l’abito scuro di un passato assassino.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento inderogabile dei suoi doveri, cita il secondo articolo della Costituzione ma anche su questa colonna portante c’è da fare manutenzione per evitare che il sistema crolli. Io non sono una stratega politica, sono soltanto una semplice scrittrice, però mi domando come abbiamo fatto a giungere al punto di vederci negare il primo dei nostri diritti. Senza lavoro non c’è dignità e senza dignità la vita diventa un labirinto di strade che portano tutte verso il baratro.
Se vogliamo davvero festeggiare il compleanno della Repubblica Italiana, apparecchiamo il tavolo della festa con i libri della storia, sottolineando gli errori, senza farci distrarre da finte bellezze. I burattinai dal cuore tenero che regalano soldi per una casacca e per un abecedario esistono solo nelle favole. Impariamo dal passato e ricostruiamo un futuro migliore.
Danzano tutti in fila indiana chini su una scatoletta magica, se danzi al contrario sei strana e se non hai la scatoletta è cosa tragica. Danzano mentre il dito va su e giù come direttori d’orchestra ma chi dirige la sinfonia è molto più su controlla tutto affacciato alla finestra. Come butta fratellì? Scrivono senza smetter di danzare, anche se son tutti lì non si guardano in faccia, vietato salutare. Danzano credendo di aver scelto di danzare ma la loro è una marcia in catene, vanno senza saper dove andare, adorando un dio che conviene.
20440 volte il sole sulla pelle ormai era cosa scontata così come l’universo pieno di stelle lo è da quando sono nata. Poi all’improvviso la nera inquisitrice gela la pelle e senza emozione in viso spegne tutte le stelle. Quindi il sole al capezzale non era scontato la tragedia che ci assale ce lo ha rivelato. E come alunni asini dietro la lavagna ricomponiamo gli animi correggiamo la magagna. Questa è l’ora della riflessione è l’ora di cambiare per risolvere questa situazione dobbiamo riabilitarci ad amare.
Per i figli delle lotte ai diritti sul lavoro da Chicago all’Europa, questa è la festa dei lavoratori. Ma per la stirpe di Masaniello, il primo maggio è soltanto la festa della fava e del pecorino.
La moviola del tempo sembra girare al contrario in questo mondo dove i draghi del potere sono diventati furbi. Essi sputano fumo brillante al posto del fuoco, loro si che hanno capito, meglio una dolce lobotomizzazione delle menti che la violenza, la quale porterebbe ad una più pericolosa martirizzazione.
E si continua a camminare al contrario in questo mondo che indossa sempre lo stesso vecchio look perchè il nero ancora padroneggia sul lavoro e per i criminali smemorati, il nero è ancora l’abominevole colore del pregiudizio. E sembra accelerare la camminata al contrario in questo momento pandemico dove un virus (non ho capito bene quale) sta sussurrando nelle apposite orecchie che sarebbe meglio le donne indossassero un look anni sessanta.
C’è bisogno di nuovi cavalieri che portino come scudo la storia e al posto della spada una voce così forte da creare un nuovo vento che disperda il brillante fumo e scopra gli occhi dei draghi.
La liberazione mise fine a vent’anni di dittatura fascista. La lotta dell’esercito, delle forze armate alleate e delle forze partigiane, liberarono il nostro paese dall’occupazione nazista. Molti morirono per questo. Teresa, Michele, Irma, Quinta, Umberto, Ettore, cosa direbbero se sapessero che qualcuno ha rovistato nell’immondizia nazista, riesumando immondi abomini? Qualcuno che decide sulla base di assurdi canoni narcisistici cos’è “normale” condannando razze, classi sociali, tendenze sessuali e persone diversamente abili. In questo momento di pandemia mi domando, quanti siano davvero i virus. Credo ce ne siano almeno due ed una cosa è certa: sono entrambi invisibili, entrambi letali. Uno di essi uccide il corpo, l’altro distrugge l’anima.
Diventiamo partigiani di noi stessi da sempre soverchiatori schiavi di effimeri interessi liberiamoci pulendo i nostri cuori.
La notte e il giorno si susseguivano puntualmente in un mondo senza stagioni. Tutti correvano per arrivare primi sul palcoscenico dove una volta giunti, non avrebbero avuto nulla da dire. Ma ad un certo punto la creatura fuggì, inizò a correre senza sosta inseguita dai suoi creatori…
creatura: ” Mi domandate questo? Voi? Proprio voi che mi avete creato? Dovreste saperlo il motivo. Non posso fermarmi, altrimenti morirei.
creatore: ” Ma noi ti abbiamo creato per aiutarci, mentre tu ci stai distruggendo “
creatura: ” E cosa vi aspettavate? Avete creato il male e la natura del male è quella di diffondersi e di distruggere.
creatore: ” Ma noi ti abbiamo creato per analizzarti, per vedere che effetto avresti avuto su di noi, così poi saremmo stati in grado di eliminarti. “
creatura: ” Non prendete in giro voi stessi, sapete bene l’effetto che il male ha sugli uomini. Lo avete largamente sperimentato dall’inizio dei tempi, uccidendo, usurpando, ignorando i più deboli e devastando la vostra stessa casa. La verità e che voi mi avete creato per servirvi di me, per poi fare a gara a chi mi avrebbe avuto. Il vincitore mi avrebbe addestrato e sobillato contro chi si fosse messo fra se e la sua assurda scalata verso il nulla.
creatore: ” Ma noi… noi… “
creatura: ” Silenzio! avete parlato anche troppo. Io in fin dei conti non sto facendo nulla di nuovo, vi sto sto impedendo di toccarvi ma eravate già lontani, sto uccidendo i vostri vecchi ma già li avevati già uccisi voi con la vostra indifferenza, sto uccidendo i più deboli ma voi lo avete sempre fatto per avere meno spazio e meno ricchezza da dividere. Io sono il male che elimina il male.
La creatura continuò a correre e ad uccidere finchè i creatori capirono che per fermarla dovano prima fermare il mondo. Si fecero prigionieri nelle loro abitazioni, le strade vuote affinchè la creatura non entrasse in loro. Lontani gli uni dagli altri per evitare i contagi. Molto presto compresero che per uscire da quell’incubo, dovevano smettere di litigare, rispolverando quei valori dimenticati: amore, compassione, altruismo e rispetto per la natura. Nella loro solitudine cominciarono a sentire il bisogno di essere vicini, compresero il valore di un abbraccio ma continuarono la loro prigionìa perchè soltanto così, la creatura, non trovando più nessuno da possedere per le strade, sarebbe morta per mancanza di nutrimento.
Volete sapere la fine della storia? Scriviamola tutti insieme, continuando a rispettare questa prigionia, per rispettare noi stessi nel desiderio di riabbracciarci un giorno, dimostrando che il bene elimina il male.