IL DONO

Che sia un oggetto, una parola o un gesto

il dono è un simbolo di amore e di fede

ce lo insegnano i Re Magi

che fecero un lungo viaggio 

per omaggiare un nascituro molto speciale 

della loro fede,

sotto la forma della preziosità di oro e incenso

e del potere guaritore della mirra.

Il bimbo cresciuto ci fece dono

della sua stessa vita.

Doniamo a lui il nostro amore 

sotto la forma della fede.

LOUIS BRAILLE

Il 4 gennaio 1809 a Coupvray in Francia, nacque Louis Braille, l’inventore dell’omonimo  alfabeto per non vedenti.

Il piccolo Louis, all’età di tre anni, ebbe un incidente nell’officina di suo padre Simon-René Braille di mestiere sellaio. Louis s’infortunò all’occhio sinistro ed ebbe un’infezione che si estese anche all’occhio destro, così divenne cieco.

Louis Braille frequentò una scuola per ciechi a Parigi: Institut National Des Jeunes Aveugles dove ottenne anche una borsa di studio.
Detto istituto, insegnava a leggere impiegando un alfabeto tattile: il “Valentin Haüy”, ideato a Parigi verso il 1780 dall’omonimo creatore. Si trattava di un metodo per tracciare le lettere su fogli di carta spessa mediante una penna con punta dotata di rotellina dentellata. Il “Valentin HaÅ«y” però permetteva ai non vedenti di leggere ma non di scrivere.

Nel 1821 Louis Braille incontrò il militare Charles Barbier de la Serre che lo istruì su un particolare metodo basato su dodici punti per scrivere messaggi in rilievo. Così ebbe l’ispirazione a soli quindici anni e nel 1827 scrisse il primo libro in braille.

Il codice alfabetico braille è composto da sei punti disposti all’interno di un rettangolo che possono combinarsi in ben sessantaquattro modi diversi e permettono ai non vedenti di leggere e scrivere.

Louis Braille morì di tubercolosi il 6 gennaio 1852 a Parigi dove riposano le sue spoglie C/o il Pantheon dell’omonima città francese.