Ci sono molte interpretazioni riguardanti questa parola che ci fa pensare subito a coriandoli, maschere, dolci e divertimento. La più accreditata, deriva dal termine latino carnem levare che significa, togliere la carne ed è legata alle tradizioni dei paesi cattolici. Infatti stava ad indicare l’ultimo banchetto prima dell’inizio della quaresima, (mercoledì delle ceneri) lungo periodo di diguno e purificazione antecedente alla Pasqua. Tale banchetto avveniva di martedì, detto ancora oggi martedì grasso, proprio per l’abbondanza di cibo e festeggiamenti.
Altre interpretazioni contemplano la parola, carnualia che significa giochi campagnoli o la locuzione, carrus navalis che significa nave su ruote. Infatti in molte località , durante la settimana, detta grassa, del carnevale sfilano carri su ruote con a bordo allegri passeggeri mascherati.
Ma c’era una bambina, tanti anni fa che attendeva il carnevale perchè in quel periodo diventava magica e poteva trasformarsi in ciò che desiderava: una fatina, una ballerina di flamengo, una dama ottocentesca… Chissà che fine ha fatto quella bambina, ho sentito dire che oggi scrive romanzi e poesie ma talvolta a carnevale indossa ancora la sua magia.
I CARRI
Vengano avanti i carrus navalis
repleti di maschere che offron sorrisi,
con i passanti che chiedon ” Quo vadis?
e per un momento ripongon le crisi.
Giran le ruote su pavè di colori
il cigolar non si ode coperto dalla musica ridente
ognun con le sue gioie e i suoi dolori
saluta osservandoli passare lentamente.