C’È UN NON SO CHE

C’è un non so che mancante
in questa vita errante
che sembra colma
ma è sempre vuota
che promette e poi tradisce
come Giuda Iscariota
così bella da fare impressione
ma così severa
che non dà un’altra occasione.
C’è un non so che mancante
in questa vita errante
dove chi mangia fino a scoppiare
butta gli avanzi
anzichè donare
dove l’egoismo ha superato l’amore
e la fede smarrita 
rende gelido il cuore.

PERCHÉ SORRIDO

Sorrido perché ho ricevuto un dono
e da quel giorno anch’io ci sono.
Sorrido perché esiste il sole
che mi scalda senza bisogno di parole.
Sorrido quando il cielo è terso
perché le nuvole sono solo uno scherzo.
Sorrido quando cado e mi posso rialzare,
perché serve uno sbaglio per poter cambiare
Sorrido ad ogni battito di cuore
perché è la musica di Dio e del suo immenso Amore.

LE FORTI MANI

Una donna camminava accanto al suo anziano padre guardando le sue mani scarne. Le tornò in mente una piccola bambina sorretta da quelle stesse mani.
La bimba era in braccio al suo papà che percorreva ininterrottamente il perimetro di una stanza in penombra che aveva odore di ospedale.
Il papà cantava una ninna nanna nel tentativo di far addormentare la piccola, perchè solo se si fosse addormentata, la signorina col camice bianco le avrebbe potuto fare ” i ricciolini”.
Poi di colpo quella piccola bambina sparì e la donna si ritrovò a camminare accanto al suo anziano padre, pregando Dio di darle mani abbastanza forti da sostenerlo se avesse perso il passo. 

POESIA CHE VOLETE CHE SIA

Ma insomma che cos’è questa poesia?
Sono solo parole che volete che sia!
parole di una mamma che culla il suo bambino
parole di un tramonto o del sole al mattino
parole di una lacrima quando qualcuno muore
parole di un sentimento che nasce dal cuore
Ma insomma che cos’è questa poesia?
È soltanto amore che volete che sia!

PROSSIMA FERMATA

Non ricordo il giorno in cui salii sul treno
né il motivo per cui ci son salita,
mi guardavo intorno amena
ma con il tempo sempre meno divertita.
Prossima fermata, una voce annunciava
e alla prossima fermata il mio corpo cambiava.
Intorno a me volti amici come compagni di viaggio
ed altri ne salivano ad ogni attraccaggio.
Mille domande in testa
e il cuore pieno di emozioni
cercando di restare onesta
portavo avanti le mie intenzioni.
Prossima fermata, una voce annunciava
e alla prossima fermata il mio corpo cresceva
qualche volto amico scendeva dal treno
Portandosi via un pezzo di me
avrei voluto stringerlo al seno
ma lui se ne andava senza un perché.
Sorrisi, poi lacrime e poi ancora sorrisi
che treno bizzarro, mi fa sussultare!
Ma io non vendo la pelle alle crisi
e con resilienza continuo a viaggiare.
Prossima fermata, una voce annunciava
e alla prossima fermata il mio corpo invecchiava
i volti amici son sempre di meno
e le mie ossa fanno rumore
chissà quando anch’io scenderò dal treno
ma  sarà stato un viaggio d’amore.

E.. VOILÀ

Frasi vissute o subite.

PICCOLE COSE

Che gioco infantile,
ti rincorriamo ignorando
le piccole cose che lasci ogni giorno,
come il sole che sorge,
come un piccolo cuore che batte
galleggiando nel caldo ventre,
come il fiore
che rinasce dalle sue stesse spoglie,
come l’orecchio che ode i canti della natura,
come l’occhio che ne ammira la bellezza.
Ti rincorriamo agoniata chimera,
ti rincorriamo ignorando
che la tua grandezza
è fatta delle piccole cose
che lasci ogni giorno.

COME VORREI..

PICCOLE GOCCE

Cade una lacrima
per ogni mancata parola
per ogni mancata carezza.
Cade una lacrima
per un vuoto nelle lenzuola
per un vuoto di tenerezza.
Cade una lacrima
ad ogni ricordo
ad ogni istante mancato.
Cade una lacrima
ad ogni traguardo
ad un gesto dimenticato.
Cadono lacrime svelse dal cuore
son solo piccole gocce d’Amore.

L’ALUNNO SOMARO

Di questa scuola così fiorente
ero l’alunno più  promettente
ma il sussidiario che mi è stato donato
l’ho riempito di macchie, è tutto imbrattato.
Dacché non sapevo neanche parlare
pensate che ora riesco anche a volare.
La mia arma è il cervello, il mio scudo è il progresso
ma dimentico il cuore  non so dove l’ho messo.
Io creo e poi distruggo in nome di Dio
convinto che il vero messia sono io.
Conquisto, saccheggio, uccido me stesso,
mi credo scaltro e invece son fesso.
Di questa scuola così fiorente
ero l’alunno più promettente,
ecco son l’uomo, sembravo il più bravo,
ma sono di fatto l’alunno somaro.
(R.M.scrittricedicuore)