Danzano tutti in fila indiana
chini su una scatoletta magica,
se danzi al contrario sei strana
e se non hai la scatoletta è cosa tragica.
Danzano mentre il dito va su e giù
come direttori d’orchestra
ma chi dirige la sinfonia è molto più su
controlla tutto affacciato alla finestra.
Come butta fratellì?
Scrivono senza smetter di danzare,
anche se son tutti lì
non si guardano in faccia, vietato salutare.
Danzano credendo di aver scelto di danzare
ma la loro è una marcia in catene,
vanno senza saper dove andare,
adorando un dio che conviene.
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LA LIBERTÀ DEGLI SCIOCCHI
C’era una volta un pianeta bellissimo, pieno di distese verdi, di mari limpidi e di aria sana. In questo pianeta vivevano libere (o almeno così credevano) molte specie animali ma fra queste, ce n’era una convinta di essere superiore. Talmente superiore da assumere il comando e decidere la sorte delle altre specie, portando via loro, tutto ciò che di prezioso possedevano, comprese la dignità e a volte anche la vita.
Li chiamavano “umani” ed erano liberi (o almeno così credevano) di prendere tutto, senza dare nulla, disperdendo ovunque i loro scarti. Così le distese erano sempre meno verdi, i mari sempre più torbidi e l’aria sempre meno sana. Ma gli umani erano liberi (o almeno così credevano) di superare la perfezione della natura, sostituendo i suoi frutti con prototipi artificiali partoriti dalla loro intelligenza.
Costruirono macchine che lavoravano al loro posto, in maniera che potessero essere sempre più liberi (o almeno così credevano) di fare cose più importanti. Fare? La parola “fare” aveva ormai acquisito un significato tutt’altro che animato. Ma gli umani, ignorando questo particolare, continuarono a credere di “fare” creando delle scatole intelligenti che li avrebbero sostituiti nel fare, in modo che loro potessero essere ancora più liberi (o almeno così credevano).
Queste scatole erano sempre più intelligenti, sempre più sofisticate e sempre più piccole, talmente piccole da stare dentro il palmo di una mano. Grazie a queste scatole, gli umani sarebbero diventati completamente liberi (o almeno così credevano). Le scatole “consigliavano” loro come vivere, quando mangiare, quando dormire, dove andare. Le scatole controllavano il loro conto in banca, i loro spostamenti, i loro gusti, i loro acquisti.
Ecco, finalmente gli umani sono completamente liberi, liberi di vivere dentro piccole scatole intelligenti, da loro stessi costruite, che stanno dentro il palmo di una mano… ma della mano di chi?
Mmmh… E vissero tutti prigionieri e contenti.