IL DONO

Che sia un oggetto, una parola o un gesto

il dono è un simbolo di amore e di fede

ce lo insegnano i Re Magi

che fecero un lungo viaggio 

per omaggiare un nascituro molto speciale 

della loro fede,

sotto la forma della preziosità di oro e incenso

e del potere guaritore della mirra.

Il bimbo cresciuto ci fece dono

della sua stessa vita.

Doniamo a lui il nostro amore 

sotto la forma della fede.

NON SPARARE

Eccomi alla tua mercè umano, sono l’orsa che tu chiami assassina. Perché? Io me ne stavo tranquilla nella mia casa fra gli alberi con i miei cuccioli ma tu mi hai catturata e adesso loro sono soli. Sai che probabilmente non sopravviveranno senza di me?
Io non ho interesse ad avvicinarmi a te, anzi se ti vedo mi allontano ma ogni anno che passa tu invadi sempre di più il mio territorio costruendo le tue case dentro la mia casa. Diventa sempre più facile incontrarti e se succede quando ci sono i miei cuccioli potrei anche attaccarti per difenderli. Tu non fai lo stesso con i tuoi figli?
Io non sono un’assassina, lasciami tornare dai miei cuccioli… ma cosa fai? Perché mi  stai guardando con un solo occhio nero?
BANG! BANG! BANG! BANG!
Aaaah, che dolore tremendo, ora ricordo, quello è l’occhio che sputa fuoco, ti ho già visto usarlo. Tra pochi istanti morirò ma prima guardami negli occhi e dimmi: Sono davvero io l’assassina?

LA PIANTA DI TEO

Un tale di nome Teo ricevette in dono una bella pianta: “
Devi solo annafiarla e lei ti darà dei fiori bellissimi” gli dissero.
Teo mise la pianta sul davanzale della finestra, la guardò, versò dell’acqua nel vaso e poi tornò alle sue occupazioni quotidiane. I giorni passavano e Teo apriva il rubinetto dell’acqua per bere, per lavarsi, per preparare il caffè, per lavare la macchina, per fare i gavettoni con i suoi amici e spesso si dimenticava di chiuderlo. Non diede più acqua alla sua pianta. Lei era lì, sul davanzale della finestra, senza fiori, sempre più avvizzita ma lui non la degnava di uno sguardo.
Un giorno Teo aprì il rubinetto per bere ma non c’era acqua. Non se ne preoccupò al momento: ” Tornerà” disse fra se ma i giorni passavano e l’acqua non tornava. Teo aveva sete, tanta sete e proprio in quel momento alzò gli occhi e vide la sua pianta sul davanzale della finestra completamente secca. Allora pensò a tutta l’acqua che aveva sprecato invece di darla alla sua pianta. Se non avesse sprecato l’acqua, ora anche lui ne avrebbe per dissetarsi. Aveva un bel dono ma non lo aveva apprezzato. Per la sua trascuratezza la pianta non avrebbe mai dato fiori nè sarebbe sopravvissuta. Per la sua trascuratezza forse anche lui non sarebbe sopravvissuto.
Non facciamo come Teo, prendiamoci cura dei doni della terra, prima che sia troppo tardi.