
La nascita è un evento importante che si festeggia ogni anno rivivendo la stessa grande emozione per l’avvento di una creatura tanto attesa, spesso a costo di enormi sacrifici. Ma una volta nata, la creatura si ama, si educa e si protegge per sempre.
Dopo enormi sacrifici che costarono anche molte vite, il 2 giugno 1946 nacque la Repubblica Italiana. Ed è proprio in nome di quelle vite che prima di festeggiarla dobbiamo difenderla, difendere i principi sui quali poggiano le sue fondamenta.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, cita il primo articolo della Costituzione, assegnando la sovranità al popolo. Ma la democrazia non deve avere corsie preferenziali in quanto sono intrinseche nel suo contenuto l’arbitrarietà di essere e di pensare. E fino a quando ci saranno delitti sessisti, razzisti, femminicidi e discriminazioni sociali si potrà parlare soltanto di democrazia ipocrita che indossa l’abito scuro di un passato assassino.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento inderogabile dei suoi doveri, cita il secondo articolo della Costituzione ma anche su questa colonna portante c’è da fare manutenzione per evitare che il sistema crolli. Io non sono una stratega politica, sono soltanto una semplice scrittrice, però mi domando come abbiamo fatto a giungere al punto di vederci negare il primo dei nostri diritti. Senza lavoro non c’è dignità e senza dignità la vita diventa un labirinto di strade che portano tutte verso il baratro.
Se vogliamo davvero festeggiare il compleanno della Repubblica Italiana, apparecchiamo il tavolo della festa con i libri della storia, sottolineando gli errori, senza farci distrarre da finte bellezze. I burattinai dal cuore tenero che regalano soldi per una casacca e per un abecedario esistono solo nelle favole. Impariamo dal passato e ricostruiamo un futuro migliore.
(R.M.scrittricedicuore)