ANNO NUOVO

Una storia appena raccontata

sta per lasciare il posto

a una storia che si racconterà 

ne raccolgo i ricordi

come briciole di un passato

che definiranno il futuro

le sconfitte diventeranno gradini 

sui quali salire un po’ più su

e le vittorie un incentivo

a continuare questo meraviglioso viaggio chiamato vita.

COME VORREI..

INTROSPEZIONE

Imparare a leggersi dentro

20440 VOLTE IL SOLE SULLA PELLE

20440 volte il sole sulla pelle
ormai era cosa scontata
così come l’universo pieno di stelle
lo è da quando sono nata.
Poi all’improvviso
la nera inquisitrice gela la pelle
e senza emozione in viso
spegne tutte le stelle.
Quindi il sole al capezzale
non era scontato
la tragedia che ci assale
ce lo ha rivelato.
E come alunni asini
dietro la lavagna
ricomponiamo gli animi
correggiamo la magagna.
Questa è l’ora della riflessione
è l’ora di cambiare
per risolvere questa situazione
dobbiamo riabilitarci ad amare.

25 APRILE 1945

La liberazione mise fine a vent’anni di dittatura fascista.
La lotta dell’esercito, delle forze armate alleate e delle forze partigiane, liberarono il nostro paese dall’occupazione nazista. Molti morirono per questo.
Teresa, Michele, Irma, Quinta, Umberto, Ettore, cosa direbbero se sapessero che qualcuno ha rovistato nell’immondizia nazista, riesumando immondi abomini?
Qualcuno che decide sulla base di assurdi canoni narcisistici cos’è “normale” condannando razze, classi sociali, tendenze sessuali e persone diversamente abili.
In questo momento di pandemia mi domando, quanti siano davvero i virus. Credo ce ne siano almeno due ed una cosa è certa: sono entrambi invisibili, entrambi letali. Uno di essi uccide il corpo, l’altro distrugge l’anima.

Diventiamo
partigiani di noi stessi
da sempre soverchiatori
schiavi di effimeri interessi
liberiamoci pulendo i nostri cuori.

(R.M.scrittricedicuore)

Dieci passi

L’anima che si cambia d’abito
nel guardaroba della vita
ha dieci passi da compiere.
Il suo primo passo sarà il respiro.
Vestita di carne
compirà il suo secondo passo
e toccando il mondo
si lluderà di averlo in pugno.
Ancora un passo e ne gusterà il sapore,
Un altro passo ancora e ne sentirà l’odore.
Dimentica del suo vecchio abito,
la creatura di carne compirà il suo quinto passo
che le farà ascoltare suoni che promettono.
Ed il sesto passo le farà vedere
bellezze che vorrà possedere.
Il desiderio sarà il suo settimo passo
che la costringerà a compiere gli ultimi tre passi correndo.
E via, con un ottavo passo più lungo delle sue gambe,
ansiosa di crescere,
bruciando alcune tappe
convinta che questo la renderà potente.
Accumulerà ricchezze e sapere
eppure non si sentirà mai
nè ricca nè sapiente.
Il nono passo la vedrà vecchia e stanca,
domanderà a se stessa quale sia stato lo scopo del suo cammino.
La risposta è nell’ultimo passo,
quando entrerà di nuovo nel guardaroba della vita
per indossare il suo caro vecchio abito

PRIGIONIERI

Noi prigionieri
guardiamo il mondo vivere oltre i sogni,
trascuriamo i desideri
per nutrire i nostri bisogni.

Noi prigionieri
abbiamo celle senza specchi
ci domandiamo chi siano i nostri carcerieri
e abbiam paura di diventare vecchi.

Noi prigionieri
con arte e senza parte,
selvaggina per gli arcieri
urliamo sempre più forte.

Ma quando il sole illumina le sbarre
vediamo i nostri volti riflessi
niente aguzzini con le scimitarre
siamo prigionieri di noi stessi.

STRETTA LA FOGLIA LARGA LA VIA… (i refusi importanti)

Da bambina adoravo le favole, in verità le adoro ancora, ma vi siete mai chiesti qual’è il significato della famosa filastrocca: “stretta la foglia larga la via, dite la vostra che ho detto la mia” ?

Una volta è così che le nostre nonne terminavano le favole ed io mi sono sempre chiesta quale fosse il filo logico tra le dimensioni di una foglia e quelle di una via e cosa c’entrasse con le favole. So che starete pensando: “ma che strana bimba eri” ! Avete ragione e vi assicuro che crescendo non sono cambiata ed ho voluto smascherare l’arcano.

Ho scoperto che in realtà si tratta solo di un errore di stampa, la vera frase sarebbe stata: ” stretta la soglia larga la via, dite la vostra che ho detto la mia” che avrebbe avuto un significato logico. La sostituzione della “s” di soglia con la “f” di foglia ha ribaltato il senso della frase e non è stata mai corretta.

Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che a volte, quello che in un primo momento ci appare un errore, potrebbe addirittura rivelarsi positivo.
Come in questo caso, dove un piccolo refuso ci ha dato modo di ricordare i bei tempi, quando c’era molta più attenzione per le vecchie storie raccontate dai nostri amati nonni.