L’AMORE NON FINISCE

AMORE INFINITO

Ti toccherei

se avessi ancora le mani

ti direi “ti amo”

se avessi ancora le labbra

e ti guardo

anche se tu non puoi guardarmi

ma quando mi pensi

le nostre anime si guardano, si amano, 

si toccano.

L’AMICO SPECIALE

Qualcuno dice che ho un cervello visionario

quando parlo dell’amico speciale

ma il mio non è un amico immaginario

è sempre con me, è reale

mi dà forza quando ho paura

mi sussurra parole di conforto

guida la mia penna alla scrittura

mi fa capire se ho ragione o torto

in questo mondo di perenne inverno

cura il mio cuore straziato dall’oblio 

perché lui è l’eterno

perchè lui è Dio.

FRAGILE E FORTE

Fragile come l’erba

che viene presa a schiaffi dalla pioggia

e trascinata in basso

fino a sentire l’odore della terra.

Forte come la speranza 

che arrivi il sole ad asciugare

e a sollevare la schiena dolorante

fino a sentire il calore sul viso.

Fragile e forte 

sembra impossibile

sembra un inganno

oppure è la fede.

COME SOTTO ANESTESIA

Come sotto anestesia 

guardo gli attimi passati

quelli che son volati via

e che quasi sembrano mai stati

ma le ferite battono ancora

e le farfalle non volano più

in questo buio che cerca l’aurora

il freddo mi avvolge e mi tira giù.

LA NOTTE DI HALLOWEEN

Stanotte sarà la notte giusta

per mettere paura alla paura

c’è chi la maschera si aggiusta

e chi ne cerca un’altra con cura

c’è chi svuota zucche già svuotate

e chi le riempie con altre cavolate

c’è chi va i colli a mordicchiare

e chi per tutto l’anno non fa che scollettare

e poi ci sono io 

a combinare guai

certa di chi sarò

e di chi non sarò mai.

UMPEBLÈ

Umpeblè faceva il mulino
nella culla delle mie mezze origini
seguito dalle risate al mattino
che riesumo fra le fuliggini
Perché son solo fuliggini flebili
gli affetti bruciati
che si mostravano indelebili
ma erano solo interessati
Interessati a ciò che è venale
dimentichi delle risate al mattino
quando il prezioso non era banale
quando umpeblè faceva il mulino.

CI VORREBBE LA PRIMAVERA

E ci vorrebbe la primavera
a risvegliare il letargo del cuore
cosìcchè possa nutrirsi
del prezioso nettare.
Ma ci vorrebbe la primavera
a risvegliare quel raro fiore
che gli dia la forza
e la gioia di essere.
Però ci vorrebbe la primavera
a sciogliere la neve
che atrofizza i sentimenti
ma questo è un lungo inverno
ed essi son dormienti.

LA SCIARPA BIANCA

Affondo il viso in questa sciarpa bianca,
cercando il profumo di un ricordo, quel ricordo troppo bello per essere vero e troppo breve per essere un sogno.
Il cuore che batteva all’unisono con le rotaie del treno,
si arrestava alla vista della mia isola, per un minuto che sapeva di eternità.
Quell’eternità che inghiottì la mia isola.
Cercai di trattenerla
ma fra le mie mani restò solo una sciarpa bianca.

LA NEBBIA NON È UN MALE

E torna la nebbia ad imbrogliar le carte
sveglia il dormiente che se ne stava in disparte.
La nebbia non è un male
invita al movimento
perché tutto ciò che hai può sparire in un momento.
La nebbia non è un male
raccogli le tue carte e gioca adesso,
accetta che ogni giorno tutto cambia e non è più lo stesso.