RISVEGLIO

La notte non è la fine ma un momento per riflettere. 

Riflettere su ciò che stato, gioire del buono e chiedere scusa se hai sbagliato.

Riflettere sulle difficoltà

e fare scorta di tanta buona volontà.

La notte non è la fine ma un momento per pregare

perchè la fede è una magia che tutti noi possiamo fare.

La notte non è la fine ma una gestazione

l’attesa di un nuovo giorno senza più finzione

l’attesa della primavera dopo l’inverno

e per ogni istante ringraziare l’Eterno.

l’attesa di risvegliar l’amore che giace

affinchè spunti il sole su un mondo di pace.

INVITO A SOGNARE

I sogni 

sono la vacanza di chi non ha vacanza

sono le avventure di chi non si avventura

sono gli obiettivi di chi non ne ha mai abbastanza

sono l’arma che combatte la paura.

Dai, vieni con me, ti invito a seguirmi in questo viaggio dove l’impossibile diventerà possibile ogni volta che farai girare questa mia strana roulette, correndo il rischio di perdere nulla, se non un poco di razionalità.

INSANO PENTIMENTO

Prendi il mio dolore e accarezzalo,
soffia sulle nuvole e fai splendere il sole,
offrimi un boccone del tuo pane,
guarda questo vuoto e colmalo.
Affinchè il granello non diventi un macigno,
le nuvole non si scontrino creando il temporale,
ed io non debba arrancare dietro le tuebriciole.
Fa che il vuoto non mi affoghi l’anima
fa che tu non debba navigare sopra 
un insano pentimento.

LA ZATTERA

E all’improvviso non c’è più nessuno,

lei è sola con il Dio Nettuno.

Quale sarà la sorte della zattera sperduta?

Verrà dalla burrasca inghiottita?

Sarà dagli squali divorata?

O forse il Dio sarà clemente

e la condurrà in un’isola accogliente

PICA PICA

L’APPUNTAMENTO

Passiamo la vita a fissare appuntamenti

per lavoro, per diletto o per un mal di denti.

ma per quale motivo lo facciamo?

Per correttezza? Perchè noi non bidoniamo?

Forse il motivo è più realistico

va al di là del filosofico o quantistico

La verità è che siamo umani

fissiamo appuntamenti

alla mera certezza del domani.

NEMESI

Fingi ch’io non esista

ti chiamo e non rispondi,

come una balista

con una pioggia di pietre m’inondi.

Ma io riemergo e insisto

è questo il mio dovere,

risorgo come il Cristo

e mi dovrai ascoltare.

Provengo dalla genesi

di me non puoi far senza

io sono la tua nemesi

sono la tua coscienza.

IL TRENO

sulle rotaie scorrono i ricordi

rincorrono un treno perduto

inghiottito da una fauce ingorda.

Su quel treno c’era la mia casa

arredata di sorrisi su pareti calde.

Poi la vidi, quella fauce fatta di buio

affamata del mio treno

che mi catapultò fuori

rigurgitandomi 

come un mucchio d’ossa spolpate

sulle fredde rotaie vibranti.

IN ATTESA DEL MIRACOLO

Sabato Santo
(la veglia pasquale)

IN ATTESA DEL MIRACOLO 

Questa non è una veglia funebre
ma una veglia di attesa
spazzerai via le tenebre
e inizierai l’ascesa
ogni ferita sul tuo corpo
fu un debito pagato
per noi che avevamo torto
e che ancora non abbiamo imparato
insieme alla pietra del tuo sepolcro
togli la pietra dai nostri cuori
fa che sparisca l’ignobile scontro
senza più debiti nè debitori
togli la pietra, toglila via
che risorga la pace e così sia.

AMORE INFINITO

Ti toccherei

se avessi ancora le mani

ti direi “ti amo”

se avessi ancora le labbra

e ti guardo

anche se tu non puoi guardarmi

ma quando mi pensi

le nostre anime si guardano, si amano, 

si toccano.