L’AMICO SPECIALE

Qualcuno dice che ho un cervello visionario

quando parlo dell’amico speciale

ma il mio non è un amico immaginario

è sempre con me, è reale

mi dà forza quando ho paura

mi sussurra parole di conforto

guida la mia penna alla scrittura

mi fa capire se ho ragione o torto

in questo mondo di perenne inverno

cura il mio cuore straziato dall’oblio 

perché lui è l’eterno

perchè lui è Dio.

FRAGILE E FORTE

Fragile come l’erba

che viene presa a schiaffi dalla pioggia

e trascinata in basso

fino a sentire l’odore della terra.

Forte come la speranza 

che arrivi il sole ad asciugare

e a sollevare la schiena dolorante

fino a sentire il calore sul viso.

Fragile e forte 

sembra impossibile

sembra un inganno

oppure è la fede.

COME SOTTO ANESTESIA

Come sotto anestesia 

guardo gli attimi passati

quelli che son volati via

e che quasi sembrano mai stati

ma le ferite battono ancora

e le farfalle non volano più

in questo buio che cerca l’aurora

il freddo mi avvolge e mi tira giù.

LA NOTTE DI HALLOWEEN

Stanotte sarà la notte giusta

per mettere paura alla paura

c’è chi la maschera si aggiusta

e chi ne cerca un’altra con cura

c’è chi svuota zucche già svuotate

e chi le riempie con altre cavolate

c’è chi va i colli a mordicchiare

e chi per tutto l’anno non fa che scollettare

e poi ci sono io 

a combinare guai

certa di chi sarò

e di chi non sarò mai.

C’È UN NON SO CHE

C’è un non so che mancante
in questa vita errante
che sembra colma
ma è sempre vuota
che promette e poi tradisce
come Giuda Iscariota
così bella da fare impressione
ma così severa
che non dà un’altra occasione.
C’è un non so che mancante
in questa vita errante
dove chi mangia fino a scoppiare
butta gli avanzi
anzichè donare
dove l’egoismo ha superato l’amore
e la fede smarrita 
rende gelido il cuore.

‘A GENTILEZZA

Gentilezza!!!
ma che è ‘na parolaccia?
nun m’appartiene
ce l’ho scritto ‘n faccia!
È pe li sfigati
è pe’ voi, è pe’te
mica pe’ i selezionati
come me
io nun chiedo, pretenno
tutto m’è dovuto
o si no esco fori de senno
urlo e come er lama sputo.
Grazie, prego, scusa, so’ parole superate
anzi, vorrei sapè che cacchio l’ha ‘nventate.
‘a gentilezza ‘n serve ahò
è pe li sfigati..
O no?!

UMPEBLÈ

Umpeblè faceva il mulino
nella culla delle mie mezze origini
seguito dalle risate al mattino
che riesumo fra le fuliggini
Perché son solo fuliggini flebili
gli affetti bruciati
che si mostravano indelebili
ma erano solo interessati
Interessati a ciò che è venale
dimentichi delle risate al mattino
quando il prezioso non era banale
quando umpeblè faceva il mulino.

NON SPARARE

Eccomi alla tua mercè umano, sono l’orsa che tu chiami assassina. Perché? Io me ne stavo tranquilla nella mia casa fra gli alberi con i miei cuccioli ma tu mi hai catturata e adesso loro sono soli. Sai che probabilmente non sopravviveranno senza di me?
Io non ho interesse ad avvicinarmi a te, anzi se ti vedo mi allontano ma ogni anno che passa tu invadi sempre di più il mio territorio costruendo le tue case dentro la mia casa. Diventa sempre più facile incontrarti e se succede quando ci sono i miei cuccioli potrei anche attaccarti per difenderli. Tu non fai lo stesso con i tuoi figli?
Io non sono un’assassina, lasciami tornare dai miei cuccioli… ma cosa fai? Perché mi  stai guardando con un solo occhio nero?
BANG! BANG! BANG! BANG!
Aaaah, che dolore tremendo, ora ricordo, quello è l’occhio che sputa fuoco, ti ho già visto usarlo. Tra pochi istanti morirò ma prima guardami negli occhi e dimmi: Sono davvero io l’assassina?

CRESCERE

Tu piccolo
attirato dalla grandezza innanzi
esci dal bozzolo
e di gran fretta avanzi
ma ad ogni tuo avanzar
questa grandezza
subisce un tramutar
diviene piccolezza
realizzi che la corsa è uno sgomento
e un’illusione la meta stabilita
è ora di apprezzare ogni momento
è ora di vivere la vita.

CI VORREBBE LA PRIMAVERA

E ci vorrebbe la primavera
a risvegliare il letargo del cuore
cosìcchè possa nutrirsi
del prezioso nettare.
Ma ci vorrebbe la primavera
a risvegliare quel raro fiore
che gli dia la forza
e la gioia di essere.
Però ci vorrebbe la primavera
a sciogliere la neve
che atrofizza i sentimenti
ma questo è un lungo inverno
ed essi son dormienti.