Gentilezza!!! ma che è ‘na parolaccia? nun m’appartiene ce l’ho scritto ‘n faccia! È pe li sfigati è pe’ voi, è pe’te mica pe’ i selezionati come me io nun chiedo, pretenno tutto m’è dovuto o si no esco fori de senno urlo e come er lama sputo. Grazie, prego, scusa, so’ parole superate anzi, vorrei sapè che cacchio l’ha ‘nventate. ‘a gentilezza ‘n serve ahò è pe li sfigati.. O no?!
Tu piccolo attirato dalla grandezza innanzi esci dal bozzolo e di gran fretta avanzi ma ad ogni tuo avanzar questa grandezza subisce un tramutar diviene piccolezza realizzi che la corsa è uno sgomento e un’illusione la meta stabilita è ora di apprezzare ogni momento è ora di vivere la vita.
E ci vorrebbe la primavera a risvegliare il letargo del cuore cosìcchè possa nutrirsi del prezioso nettare. Ma ci vorrebbe la primavera a risvegliare quel raro fiore che gli dia la forza e la gioia di essere. Però ci vorrebbe la primavera a sciogliere la neve che atrofizza i sentimenti ma questo è un lungo inverno ed essi son dormienti.
Un ricordo è un’immagine sotto zero una foto sbiadita in bianco e nero che riprende il suo colore ogni volta che bussa sul cuore sprigiona una musica che scivola via un odore di cui resta la scia lacrime di spasimo e di gioia al ritorno di un’emozione che non annoia.
Affondo il viso in questa sciarpa bianca, cercando il profumo di un ricordo, quel ricordo troppo bello per essere vero e troppo breve per essere un sogno. Il cuore che batteva all’unisono con le rotaie del treno, si arrestava alla vista della mia isola, per un minuto che sapeva di eternità . Quell’eternità che inghiottì la mia isola. Cercai di trattenerla ma fra le mie mani restò solo una sciarpa bianca.
Louis Braille frequentò una scuola per ciechi a Parigi: Institut National Des Jeunes Aveugles dove ottenne anche una borsa di studio. Detto istituto, insegnava a leggere impiegando un alfabeto tattile: il “Valentin Haüy”, ideato a Parigi verso il 1780 dall’omonimo creatore. Si trattava di un metodo per tracciare le lettere su fogli di carta spessa mediante una penna con punta dotata di rotellina dentellata. Il “Valentin HaÅ«y” però permetteva ai non vedenti di leggere ma non di scrivere.
Nel 1821 Louis Braille incontrò il militare Charles Barbier de la Serre che lo istruì su un particolare metodo basato su dodici punti per scrivere messaggi in rilievo. Così ebbe l’ispirazione a soli quindici anni e nel 1827 scrisse il primo libro in braille.
Il codice alfabetico braille è composto da sei punti disposti all’interno di un rettangolo che possono combinarsi in ben sessantaquattro modi diversi e permettono ai non vedenti di leggere e scrivere.
Louis Braille morì di tubercolosi il 6 gennaio 1852 a Parigi dove riposano le sue spoglie C/o il Pantheon dell’omonima città francese.
Noi che vediamo il sole anche quando il sole non c’è. Noi che con la fede spazziano via le nubi. Noi che ci abbandoniamo al caldo abbraccio della lumininosa stella. Noi che non ci arrendiamo perchè nel nostro corpo scorre la forza Divina.