AMICIZIA

Prima di essere amica di altri
devi essere amica di te,
imparare a rispettarti
per rispettare,
imparare la franchezza
per non mentire,
imparare a donare
per apprezzare il dono,
imparare a soffrire
per non ferire.
Questa è l’amicizia,
la sola cosa
che può salvare il mondo.

‘A guagliuncella

Premessa:

A volte la metà del mio sangue partenopeo donatomi per genetica da mio padre, ribolle in modo insistente assaje. Ne consegue il fatto che qualora mi colga in flagrante creazione di versi, voglia primeggiare come le capolettere maiuscole delle mie pubblicazioni.

E’ successo anche oggi, proprio mentre ero immersa in alcune riflessioni a proposito della vita. Il mio sangue ha cominciato a ribollire a ritmo di tarantella, comandando alla penna che avevo in pugno di scrivere i versi che seguono…

Tene semp’ voglia ‘e pazzià
sta guagliuncella,
è ‘o ver’ ca te fa ntussecà
ma è accussì bellella!
Tras co nu soffio e po te lassa sola
Sta guagliuncella
resta nu mument e se ne vola
comme na palummella.
Quann’ ven’ chiagn’ tu
quann’ fuje chiagnen’ l”atr
se te lassa nun torna chiù
chella è na porta ca nun sa rapre.
Ppe chistu astrignetella fort assaje
sta guagliuncella
ccu i surris’ e ccu tutti i guàje
pecchè è accussì bellella.

IL BACIO

Il contatto delle labbra sulle labbra
apre il corridoio segreto
che porta dritto all’anima.
Ma per contemplare l’anima
bisogna chiudere gli occhi
che vedono senza guardare
e aprire gli occhi del cuore.
Il cieco che dice di vedere
avrà bisogno di mille labbra da baciare
ma saranno soltanto aride fontane
che non placheranno la sua sete.
Colui che guarda ad occhi chiusi
troverà le labbra che lo porteranno all’anima
ed un semplice bacio
raggiungerà la vetta più alta dell’ amplesso.

COME UNA ROSA

Come una rosa
è la fragilità dell’anima
quando apre gli occhi per la prima volta al mondo.
Si spoglia di ogni cosa,
dimentica la sua origine brahmanica
indossando un cuore vagabondo

Come una rosa
l’anima chiusa nel germoglio
sboccia attraverso un corpo.
Come una sposa
col suo cuor vermiglio
semina amor nell’orto

Come una rosa
l’anima dentro il corpo che avvizzisce
non ha paura del tempo che scorre.
La sua scia odorosa
che mai svanisce
ha già una nuova veste da proporre.

PRIGIONIERI

Noi prigionieri
guardiamo il mondo vivere oltre i sogni,
trascuriamo i desideri
per nutrire i nostri bisogni.

Noi prigionieri
abbiamo celle senza specchi
ci domandiamo chi siano i nostri carcerieri
e abbiam paura di diventare vecchi.

Noi prigionieri
con arte e senza parte,
selvaggina per gli arcieri
urliamo sempre più forte.

Ma quando il sole illumina le sbarre
vediamo i nostri volti riflessi
niente aguzzini con le scimitarre
siamo prigionieri di noi stessi.

HALLOWEEN


POESIA

Si presenta con la zucca vuota
e con la polpa ci facciam le torte,
prende in giro la vita mentre ruota
e si fa orrendo per far orrore alla morte.
“Dolcetto o scherzetto”?
Domandano i bambini
e con questo giochetto
di varie chicche fan bottini.
Meglio finti scheletri
che veri mostri
i primi divertenti e celebri
i secondi la realtà dei giorni nostri.
Ma solo per oggi morte e mostri inganniamo
spezziamo quest’ amara routine
Streghette e fantasmi insieme balliamo
la macabra danza dell’Halloween
.

CURIOSITA’ SU HALLOWEEN

molti credono che la festa di Halloween sia nata in America. In realtà risale ad una ricorrenza dell’Irlanda Celtica che veniva chiamata “Samhain” ovvero celebrazione di un nuovo anno inteso nel senso dell’agricoltura.

I colori peculiari di questa ricorrenza erano per l’appunto, l’arancione che ricordava la mietitura ed il nero che simboleggiava la fine dell’estate.

Halloween per i Celti era un momento magico di passaggio dove la linea di confine tra il mondo delle creature viventi e quello dei morti si assottiglia. Il popolo dei villaggi celtici temeva quindi che i morti potessero tornare sulla terra e possedere i vivi.
Così spegnevano i camini delle case restando completamente al buio mascherati da mostri con l’obiettivo di spaventare i morti e cacciarli via.

Personalmente pensavo che Halloween fosse una festa utile soltanto ad alimentare il consumismo. poi ho realizzato che è un momento in cui prendiamo un po’ in giro la vita esorcizzandoci dalle nostre paure più radicate. Penso che non bisogna mai perdere un’occasione per sorridere quindi… Felice Halloween a tutti bella gente.

DANZA L’AUTUNNO

Inimitabile è la musica della natura
che fa ballare i suoi figli immobili
ordinando al vento di sedurli al ritmo.
Danza l’autunno
e fa lo scrub a tutto ciò che sembra morto
ma che felicemente piroetta prima del letargo.
Una piccola morte prima di una nuova vita,
quando il seme caduto germoglierà dentro il suo nuovo abito
ed il fiore appassito tornerà a donare il suo profumo.
Danza l’autunno
prima che giunga il silenzio,
prima che l’amabile mano
copra i suoi figli immobili col suo freddo manto.
E resterà nell’aria l’eco dei dolci suoni
portati dal vento a ricordare come
danza l’autunno.

VERGINI SOGNI

Vestono di bianco i vergini sogni
che brillano di entusiasmo
in mezzo all’oceano buio del futuro.
Impugnano la spada della speranza
e si difendono con lo scudo della giovinezza.
Vedono a colori i vergini sogni
dentro una pellicola in bianco e nero
e come bimbi a Natale
si rifiutano di andare a dormire
perché hanno troppa voglia di vivere.
Sono sempre vergini i sogni,
seppur adulterati dalla realtà
non smettono di brillare.
Quantunque privati del loro scudo,
continuano ad impugnare la cara vecchia spada.
E non andranno a dormire,
veglieranno nell’attesa di vivere.

La carezza perduta

Dov’è finita quella carezza che scorreva su un viso di bimba promettendo: “Andrà tutto bene”?
Queste tre parole erano la magia che realizzava la promessa.
Ma dov’è finita quella carezza?
E dov’è finita quella bimba?
Forse è tutta colpa del tempo che scorre
che rende dura la pelle
e la bimba dal volto di donna
non può più sentire quella carezza
che scorre su cicatrici nodose.
Una voce affaticata pronuncia: “Andrà tutto bene”
Ma non è la stessa voce
la magia non funziona
e la promessa ha lingua di serpente.